“Dato che hai portato tua madre in casa mia, me ne vado a riposarmi,” dissi, facendo le valigie solo per dispetto verso mio marito, sempre più pretenzioso.
La valigia si rifiutava di chiudersi. Tanya premette il ginocchio sul coperchio e tirò la zip finché finalmente cedette, sibilando come se acconsentisse con riluttanza alla sua rabbia. «Sei seria?» Vitya stava sulla soglia della camera da letto a braccia conserte, guardandola come se la vedesse per la prima volta. «Tanya, mamma è qui. È […]
Continuazione...