“Apri la porta, ho detto, o la sfondo! Apri subito, mocciosa!” continuava a gridare sua suocera attraverso la porta, mentre Marina guardava suo marito e la suocera.
Vera sentì la chiave girare nella serratura. Il suono era familiare: metallo che gratta, si inceppa, poi gira a vuoto. La vecchia chiave ormai non funzionava più. Vera rimase nel corridoio, contando i secondi fino al primo bussare. Arrivò otto secondi dopo. Non era un pugno. Nocche. Attente, insistenti, con un ritmo inconfondibile. Solo Nina […]
Continuazione...