“Trasferirsi dall’appartamento? È questa la battuta adesso? Toc, toc—c’è ancora un cervello dentro quella testa?” chiese Albina a suo marito.
La sera non calò sulla città in una morbida penombra. Cadde come una coperta calda e soffocante. Nell’appartamento, dove solo poco prima aleggiava il profumo di cannella e calma, c’era ora l’odore metallico dell’ozono—quello che sale prima di una tempesta violenta. Albina era in piedi alla finestra, con in mano un bicchiere di Shiraz denso […]
Continuazione...