PARTE 2: Un giudice severo con un peso
Quando il caso arrivò sul ruolo della giudice Madeline Hart, la storia si era già diffusa a Maple Hollow come il vento tra foglie secche.
Alcuni vedevano Mason come un criminale, punto e basta.
Altri vedevano un padre intrappolato in un incubo, senza alcuna rete di salvataggio.
La giudice Hart aveva una reputazione: equa, inflessibile, logica. Una giudice che non lasciava che fossero le emozioni a tenere il volante.
Si mormorava che la sua severità si fosse fatta più tagliente dopo l’incidente che le aveva tolto la possibilità di camminare. Non ne parlava quasi mai. Non ne aveva bisogno. La sedia a rotelle lo diceva al posto suo. Anche il bastone che a volte portava con sé, più per abitudine che per necessità, lo suggeriva chiaramente.
La mattina dell’udienza, Mason sedeva in un abito preso in prestito che non gli calzava bene. Le mani erano intrecciate così forte che le nocche apparivano pallide. Non vedeva Ivy da due settimane.
Un’anziana vicina, la signora Callahan, stava controllando Ivy e la accompagnava alle visite mediche mentre lo Stato decideva cosa fare di una bambina il cui unico genitore ora affrontava accuse penali.
L’ufficiale giudiziario chiamò l’aula all’ordine.
«In piedi, per l’Onorevole giudice Madeline Hart.»
Nessuno si perse l’ironia quando la giudice non si alzò.
La giudice Hart avanzò con la sedia a rotelle, lo sguardo che attraversava l’aula una sola volta, calmo e indecifrabile.
Il pubblico ministero, Jonah Park, espose la tesi dello Stato con voce netta e parole nette.
«Vostro Onore, un furto è un furto», disse. «Se lo giustifichiamo ogni volta che una storia ci spezza il cuore, smettiamo di avere un sistema. Cominciamo ad avere dei sentimenti.»
La difensora d’ufficio di Mason, Tessa Rowe, si alzò subito dopo: occhi stanchi, ma schiena dritta.
«Il signor Rowland non ha precedenti», disse. «Non ha agito per avidità. Ha agito per panico, per sua figlia. Se questo tribunale ha anche solo un minimo spazio per la misericordia, è qui.»
La giudice Hart ascoltò, il volto immobile.PARTE 2: Un giudice severo con un peso
Quando il caso arrivò sul ruolo della giudice Madeline Hart, la storia si era già diffusa a Maple Hollow come il vento tra foglie secche.
Alcuni vedevano Mason come un criminale, punto e basta.
Altri vedevano un padre intrappolato in un incubo, senza alcuna rete di salvataggio.
La giudice Hart aveva una reputazione: equa, inflessibile, logica. Una giudice che non lasciava che fossero le emozioni a tenere il volante.
Si mormorava che la sua severità si fosse fatta più tagliente dopo l’incidente che le aveva tolto la possibilità di camminare. Non ne parlava quasi mai. Non ne aveva bisogno. La sedia a rotelle lo diceva al posto suo. Anche il bastone che a volte portava con sé, più per abitudine che per necessità, lo suggeriva chiaramente.
La mattina dell’udienza, Mason sedeva in un abito preso in prestito che non gli calzava bene. Le mani erano intrecciate così forte che le nocche apparivano pallide. Non vedeva Ivy da due settimane.
Un’anziana vicina, la signora Callahan, stava controllando Ivy e la accompagnava alle visite mediche mentre lo Stato decideva cosa fare di una bambina il cui unico genitore ora affrontava accuse penali.
L’ufficiale giudiziario chiamò l’aula all’ordine.
«In piedi, per l’Onorevole giudice Madeline Hart.»
Nessuno si perse l’ironia quando la giudice non si alzò.
La giudice Hart avanzò con la sedia a rotelle, lo sguardo che attraversava l’aula una sola volta, calmo e indecifrabile.
Il pubblico ministero, Jonah Park, espose la tesi dello Stato con voce netta e parole nette.
«Vostro Onore, un furto è un furto», disse. «Se lo giustifichiamo ogni volta che una storia ci spezza il cuore, smettiamo di avere un sistema. Cominciamo ad avere dei sentimenti.»
La difensora d’ufficio di Mason, Tessa Rowe, si alzò subito dopo: occhi stanchi, ma schiena dritta.
«Il signor Rowland non ha precedenti», disse. «Non ha agito per avidità. Ha agito per panico, per sua figlia. Se questo tribunale ha anche solo un minimo spazio per la misericordia, è qui.»
La giudice Hart ascoltò, il volto immobile.