“Se mi stai dando un ultimatum, allora ti lascio”, disse la moglie, stanca di essere sottomessa.
Marina stava accanto alla finestra, guardando il cortile cupo di febbraio. La neve era ormai diventata scura, trasformata in una fanghiglia sporca che i custodi cercavano invano di raschiare dal marciapiede. Dalla cucina arrivavano i suoni sommessi di Dima che si preparava il tè dopo il lavoro. Un altro lunedì sera. Un altro appartamento in […]
Continuazione...