Dopo il funerale di mia figlia, ho per caso sentito una conversazione del mio fidanzato. In quel momento ho capito: non si può sprecare neanche un secondo.
Tardo autunno. Il vento sferza le spalle, spingendo le foglie cadute tra le lapidi. Il cielo è basso e grigio, come un lenzuolo d’ospedale steso ad asciugare. Il cimitero appare qui dimenticato: nessuna voce viva, nessun movimento — solo erba disseccata e un silenzio greve. Accanto a una delle tombe stanno in piedi tre persone. […]
Continuazione...